Non più per gioco!
At A Glance Author ambrose Contact ambrogio77@interfree.it When A week ago Studio Tatoo Pittan Location Milan - Italy Se devo essere sincero, questa non è la mia prima esperienza di piercing: la prima volta che sono entrato in un laboratorio di tatuaggi, è stato circa tre anni fa, per un anello al capezzolo destro, che poi ho tolto dopo pochi mesi, e poi ancora l'anno successivo, questa volta per il capezzolo sinistro, anch'esso tolto dopo poco. Entrambe le volte ero molto indeciso, e ho dovuto racimolare molto coraggio per farlo (coraggio evidentemente sprecato, poi, dato che li ho tolti entrambi!)
Una cosa stupida, lo so!
Credo però che mi mancasse un vero motivo per farmi bucare il corpo, che fosse solo curiosità (ne avevo visti tanti, e da molto volevo sapere cosa si provava), e quindi non abbastanza forte da tenere, per così dire, il piercing al suo posto.
Ora il motivo c'è: alla fine del 2001 la mia vita è andata in contro ad un cambiamento netto (speriamo duraturo, ma vedremo), e ho deciso di fare qualcosa per dare corpo a questa mia decisione.
Ho sempre rimpianto i piercing "perduti", e dunque... anno nuovo, vita nuova, piercing nuovo!!
Ho cambiato laboratorio, devo confessarlo, ma è stata una scelta saggia: nel posto nuovo ho trovato persone decisamente più simpatiche e alla mano, un maggior interesse per i miei gusti e le mie esigenze e un lavoro più professionale. Sebbene ci fossero molte persone, in attesa di tatuaggi o altro (non mi sono informato), ho dovuto attendere solo pochi minuti ed è stato un bene: un poco di apprensione c'era, lo confesso, dato che nei confronti del dolore ho un atteggiamento ambivalente, di odio-amore, non ancora superato.
Tutto è andato come le volte precedenti: prima via i vestiti (sempre d'inverno capita, e dunque di roba da togliere ne avevo molta), poi preparazione degli strumenti (tutti sterili e con aghi monouso), e infine disinfezione dei capezzoli,. Questa volta, però, per segnare con precisione i punti ho visto usare un calibro, e, dato che uno dei lavori precedente era stato fatto molto "storto", si è deciso di mantenere la stessa inclinazione per entrambi i capezzoli, per evitare di aggiungere nuove cicatrici (e poi, devo dire, mi piace di più così, leggermente inclinato, anche se rigorosamente simmetrico).
All'inizio, prima di decidermi ad andare, ero scettico se farli uno per volta, o tutti e due insieme: mi sono poi deciso, ed è stata una cosa buona, così ho scoperto, perché la ragazza che ha fatto il lavoro mi ha fatto notare che solo in questo modo si può ottenere un risultato abbastanza simmetrico.
Una cosa ho sempre trovato strana: mi si è ripetuto che le pinze danno fastidio, anzi per alcuni fanno più male del piercing vero e proprio, ma nel mio caso non le ho praticamente sentite (non è poi che stringano molto forte, sono ben altre le cose che possono strizzarteli, i capezzoli!). Sono strano io, o cosa?
Oltretutto, mi avevano avvisato che, dato che c'erano le cicatrici dei buchi precedenti, ci sarebbe stato più dolore, è c'è stato davvero, ma nulla che valga la pena di raccontare (visto e considerato anche che la ragazza che me li ha fatti aveva un tocco decisamente delicato): i miei capezzoli hanno subito sofferenze ben peggiori, in questo periodo (eh! eh! eh!).
In pochi minuti tutto è stato fatto: prima il sinistro, più rapido, perché la cicatrice era meno pronunciata, e poi il destro: quando ho sentito l'ago che penetrava nella carne, ho sobbalzato un poco, perché si sentiva che faceva più fatica del precedente. Tra i due c'è stato un piccolo momento di ilarità, poiché il lettino era decisamente corto, per me, e le manovre per girarsi un poco intricate. Nessun problema, comunque, e con meno tensione dei precedenti piercings, devo ammetterlo. Dato che volevo cambiare, questa volta ho messo due sbarrette, al posto degli anelli.
Non so se il merito vada al mio corpo o al lavoro ben fatto: c'è da dire, però, che anche nei giorni seguenti non c'è stato il minimo problema, niente sangue, praticamente nessuna crosticina, e fastidi decisamente minimi. Certo che le volte precedenti non era andato tutto così liscio, mah... ai posteri l'ardua sentenza!
Ora i miei capezzoli sono di nuovo bucati, e questa volta i buchi hanno un significato (una specie di piccolo "rito di passaggio" se volete, e anche se non volete!), e credo proprio che queste sbarrette (il nome inglese BARBELLS è più simpatico) staranno con me per molto tempo, tanto più che sono più comode degli anelli...
Non posso certo essere sicuro, ma credo proprio che quando questi due saranno completamente guariti, tornerò in quel laboratorio, questa volta per il mio ombelico. Più ci vivo assieme, più mi piacciono, e più il pensiero di farmi praticare un altro buco nella pelle mi attira. Se così sarà, state certi che ci sarà anche una seconda parte della storia!!