Doppio piercing
At A Glance
Author anonymous
Contact anonymous@bme.anon
When A year ago
Artist don't remeber
Studio araba fenice
Location roma
Ho deciso di rifarmi il piercing all'ombelico un anno fa o forse più. In realtà lo avevo già fatto in precedenza, nel 2003 in vacanza a Madrid.

Era da tempo che volevo farlo, ma poi un po' la paura un po' i soldi avevo sempre rimandato. Finchè non mi trovai in vacanza a Madrid, ho visto che il prezzo era più basso rispetto all'Italia e mi sono fatta coraggio, l'occasione era propizia e mi sono associata a tutte le persone che decidono di segnare un viaggio sulla pelle, che sia un tatuaggio o un piercing.

Il posto, in pieno centro, era vicino Puerta del sol, era pulito e sembrava decisamente sicuro. C'erano quattro o cinque stanze in cui piercing e tatuatori eseguivano i lavori. Il ragazzo che me l'ha fatto era molto gentile e disponibile. Tentava di farmi distrarre parlando con me in un inglese improbabile e parlandomi della sua vita. Ero abbastanza nervosa ma chiacchierando era riuscito a farmi rilassare e in effetti non ho sentito un gran dolore quando ha bucato la pelle. Mi era sembrato tipo un pizzico, forse leggermente più forte. Essendo facilmente impressionabile non ho voluto vedere l'operazione. Guardavo un punto fisso sul soffitto. Mi ha fatto più male dopo, quando ha inserito il gioello. In effetti non saprei dire quali siano stati tutti i passaggi ma sicuramente non è stato il buco in sé la cosa più dolorosa.

Lo avevo curato come consigliato dal piercer, seguendo passo passo tutte le sue istruzuioni. Inizialmente sembrava ci fosse un principio di infezione. Si era formata una specie di bolla di pus sul foro superiore e si era arrossato. Dopo qualche mese sembrava essere tutto a posto ma solo per poco tempo. Ha ripreso infatti a darmi problemi nonostante fosse passato molto tempo. Continuavano infatti delle perdite ma visto che ormai il peggio mi sembrava passato non me ne sono curata troppo. Certo forse non ero stata molto costante nel disinfettarlo, a parte i primi tempi, quindi la mia buona parte di colpa sicuramente ce l'ho.

Dopo diversi mesi ancora avevo delle crosticine che si formavano sul gioiello per una specie di liquido giallino che continuava ad uscire. Ho provato a disinfettarlo in vari modi: a far bollire acqua e sale, fare impacchi, poi, non avendo risultati con gli impacchi di acqua e sale, ho pensato di provare ad andare in farmacia. Ho chiesto consiglio al farmacista che mi ha suggerito di provare un antibiotico in crema. Purtroppo nessuna di queste cose ha funzionato così ho deciso di rivolgermi al medico e non al piercer (anche perché avendolo fatto a Madrid era tecnicamente impossibile).

La dottoressa ha detto che poteva trattarsi di allergia al colore del piercing, tutto completamente azzurro. Così mi ha consigliato di toglierlo per qualche giorno per vedere se effettivamente era proprio quella la causa. Già dopo la prima notte mi sembrava che il buco si stesse ristringendo ma credo di aver sottovalutato la cosa, dandogli poco peso. Ho atteso ancora ma già il secondo giorno mi sembrava del tutto chiuso. Ho provato in tutti i modi ma il piercing non voleva saperne di rientrare, così mi sono arresa. Decisi di lasciare le cose come stavano pensando che, visti tutti i problemi che mi aveva dato, non era il caso di insistere oltre. Ho scoperto solo dopo che avrei probabilmente potuto riaprirlo, con l'intervento del piercer ovviamente.

Ho aspettato circa 8 mesi e me lo sono rifatto. Un po' per sfida, un po' perché comunque il piercing precedente mi aveva lasciato due piccole cicatrici. Non che si notassero troppo, soprattutto quella interna. Però io sapevo che c'erano. Volevo coprirle e rivolevo il piercing. Mi sono fatta di nuovo coraggio e sono andata in uno studio di Roma. Anche questo posto era molto serio e pulito.

Anche stavolta il piercer mi ha dato a parlare, facendomi rilassare, anche se non eccessivamente. Il fatto di averlo giù provato invece di tranquillizzarmi mi metteva più ansia sebbene sapessi che il dolore non era poi così forte. Era proprio il fatto di sapere cosa avrei sentito ad innervosirmi mentre stranamente, la sorpresa del primo piercing a Madrid mi lasciava un po' più tranquilla.

Comunque, ormai ero lì quindi cercai un punto da fissare e ascoltavo la storia che mi stava raccontando il piercer. Piccolo dolore come a Madrid, ma anche stavolta è durato solo pochi secondi.

Sono corsa in farmacia a prendere i prodotti che mi erano stati indicati. Non mi ha dato il problema della bolla che mi aveva dato la prima volta, e questo l'ho trovato già un gran progresso.

Ormai è passato un anno, ogni tanto continuano a formarsi quelle crosticine anche se la cosa rispetto a prima è molto più ridotta e sporadica. Ho fatto sparire il piercing azzurro, ora solo acciaio chirurgico naturale.


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