Il mio primo piercing
At A Glance
Author marta
When N/A
Artist non lo so
Studio Inferno Giallo
Location Milano
Mi chiamo Marta, ho 24 (quasi 25) anni e da quando ne ho 15 sono appassionata di bodymod. Tutto iniziò con un mio ex che aveva un sacco di riviste su tatuaggi e piercing.. passavo interi pomeriggi a sfogliarle e ad ammirare l'inchiostro e l'acciaio sottopelle. Da lì nacque l'insana passione e cominciai anch'io a comperare queste riviste, spesso d'importazione e quindi care come un occhio della testa (risparmiavo paghette su paghette per prenderne una..)

In particolare mi attiravano i piercing all'ombelico, allora davvero rari da vedere, sia dal vivo che in foto, al contrario di adesso (come si dice a firenze, ce l'ha pure il gatto). Una mia compagna di classe lo aveva fatto, ma da un disgraziato che l'aveva forata con la pistola.. il foro era orrendo e in men che non si dica aveva fatto infezione. Non c'era voluto molto a capire che la pistola non andava affatto bene.

A 16 anni mi capitò di vivere un'esperienza abbastanza traumatica, nulla di davvero grave, ma insomma, fu qualcosa che mi mise in crisi per un bel po'.

L'anno dopo (1997) tutto era finito ma volevo ricordare l'esperienza e "siglare" in qualche modo la sua conclusione. E così, visto che avevo due lire da parte (tenuto conto che facevo ancora il liceo non era così scontato), decisi in quattro e quattr'otto: era arrivato il momento di forare l'ombelico! Ravanai nel salvadanaio ed estrassi i miei averi.

Avvisai mia mamma delle mie intenzioni e lei, ovviamente, si mostrò molto contrariata e per nulla d'accordo.. ma siccome all'epoca non c'era una vera regolamentazione in materia, anche se ero minorenne non avevo bisogno del suo permesso per farmi bucare la pancia. Perciò alzai la cornetta e composi il numero dell'unico studio che conoscevo per questo tipo di pratiche. Una volta chiesto il prezzo (70 mila delle vecchie lire), chiesi quando potevo andare. "Anche oggi pomeriggio!" mi rispose la ragazza e così fissai l'appuntamento.

Chiesi a mio fratello (all'epoca ero senza moroso e la mia migliore amica quel pomeriggio era occupata) di accompagnarmi perché da sola avevo un po' fifa in realtà :D Lui accettò di buon grado.

Arrivammo allo studio e dopo 5 minuti di attesa, in cui la mia agitazione salì alle stelle, venni chiamata nella saletta preposta all'operazione. Il piecer mi fece accomodare sulla poltrona e mi chiese se lo volevo in alto o in basso. Avevo già deciso per la seconda opzione e glie la comunicai. Lui inizio quindi a preparare l'attrezzatura. Devo dire che, nonostante all'epoca non ci fosse una vera cultura del piercing a livello comune, avevo scelto bene: utilizzò guanti usa e getta e attrezzatura sterile e monouso.

Io intanto ero sempre più agitata! Il piercer se ne accorse e per distrarmi mi fece un paio di domande, come mi chiamavo eccetera, alle quali risposi iniziando a chiacchierare a macchinetta. Gli chiesi, ovviamente, se mi avrebbe fatto male, al che lui rispose, ovviamente "no, tranquilla, è solo una punturina", cosa che non mi tranquillizzò affatto ma ormai.. il dado era tratto! Nn osavo guardare in basso perché avevo visto l'agocannula e avevo il cuore che andava a duecento all'ora. "Adesso" disse, finendo di disinfettare l'area "al mio tre, fai un bel respiro e vedrai che sarà già tutto finito.. uno, due, tre" e ZAC! Mi sfuggì un "ahia!" ma era davvero pro forma: il dolore era stato veramente brevissimo e assolutamente sostenibile. Ora sentivo più un indolenzimento diffuso, ma me lo aspettavo e poi ero talmente eccitata che era l'ultimo dei problemi :D

Guardai nello specchio laterale ed eccolo lì, un bell'anellino argenteo al centro della mia pancia!! Ero incredula e molto felice. Il piercer finì le operazioni di rito e mi prescrisse la cura. Io annuivo imbambolata: per fortuna di solito dopo un piercing ti vien data una fotocopia delle istruzioni da seguire, di solito si è talmente in bomba che si rischierebbe di dimenticare tutto ;)

Uscita dalla stanza, feci ammirare a mio fratello il risultato e lui ne fu entusiasta (e infatti un anno dopo toccò a lui farsi forare l'ombelico, ma sopra) e me ne tornai a casa.. dove mia mamma non mi parlò per tre giorni, al contrario di mia nonna che era curiosa e interessata :D

All'epoca il mio pancino ingioiellato fece scalpore, non c'erano molte ragazze con il piercing. Ora invece è fin troppo comune, ma dopo 7 anni è completamente parte di me e non ci penso nemmeno a toglierlo. Al navel son seguiti il trago, 4 anni fa ma successivamente tolto, e il capezzolo destro un anno fa. Per quanto riguarda l'inchiostro, per ora si limita a una scritta in elfico all'altezza dell'osso sacro. L'unico problema è la mancanza di fondi, perché i tatuaggi costano parecchio più dei piercing. Ad ogni modo spero di riuscire ad ampliare presto la superficie di pelle tatuata e forata!


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